EDITORIALE di Bobo Craxi
(tratto da “l’Avanti della domenica!”)
L’Italia è l’unico paese nell’Europa che tocca con mano le conseguenze della crisi economica che si sta concedendo il lusso di una crisi e di una campagna elettorale perenne che è praticamente iniziata nel 2008 l’indomani della vittoria del Centro destra.
E dentro questo “lusso” s’intravedono tutti i limiti della capacità di Governo del centro-destra sommati alle difficoltà del centro sinistra che si continua a spingersi in “direzione ostinata e contraria “.
Se a metà dicembre dopo l’approvazione della Finanziaria il Governo otterrà una prorogatio insperata esso potrà cantar una vittoria ben sapendo che vittoria di pirro trattasi.
Il dado della crisi politica della maggioranza è tratto da tempo, le incompatibilità di progetto e di prospettiva del Popolo delle libertà hanno generato diverse opzioni tutte propedeutiche al posizionamento ad un supposto ‘dopo-berlusconi’ che c’è solo nelle intenzioni di coloro che ritengono di essere pronti alla successione.
Chi si è agitato nel centro-destra con un certo margine di anticipo (Fini) non ha tenuto conto non solo del peso parlamentare del Pdl , ma della solidità espressa dall’elettorato moderato che non ha dato segnali significativi di disaffezione nei confronti della leadership indebolita dai recenti scandali, e quando questi segnali sono arrivati essi si sono indirizzati verso il magmatico mondo della disaffezione alla politica che si può presto tradurre nell’aumento dell’astensione e dell’avvicinamento di una buona fetta di cittadini verso i movimenti o le personalità che esprimono un sentimento anti-politico.
La crisi annunciata ha prodotto il movimento di Centro e le inquietudini leghiste che si sono spinte sino a preconizzare la possibilità di vedere Tremonti a Palazzo Chigi. Il movimento di centro registra anche una disponibilità di casini a ritornare sui propri passi per dare vita ad un “Governo dell’armistizio”, significando così la preoccupazione che un evntuale ritorno alle urne anticipate suonerebbe come un 8 Settembre per il ceto politico italiano con il celeberrimo “tutti a casa”.
La congiura politica contro Berlusconi che si è spinta persino ad invocare un “Union sacrée” per abbattere il tiranno per ora ha partorito solo l’eventualità che in caso di elezioni anticipate il bipolarismo all’Italiana farebbe spazio ad un terzo polo e che le probabilità di “impasse” politico a causa di un possibile no contest elettorale al Senato sarebbe altissimo. Staremo a vedere.
Le destre sono protagoniste in questo momento in europa della gestione delle crisi finanziarie, incapaci di attribuire al mercato ed alla finanza le ragioni sostanziali dello shock economico esse continuano ad illudersi che solo il sostegno all’industria ed al sistema creditizio possano essere la mano santa per garantire crescita e ripresa, voltando le spalle a sostegni a redditi e famiglie per garantire una stabilizzazione dei consumi e per generare maggiore equità e giustizia sociale in un Continente in cui sembra essere scomparsa questa elementare esigenza.
L’Italia non si è sottratta a questa dottrina scellerata, non si sono messe le mani nelle tasche degli italiani , almeno a quelli più ricchi, e si è depressa la nostra capacità di investimento negli assets più importanti per la nostra capacità di ripresa : il sapere , la ricerca scientifica , la cultura in generale.
Al fine di non scontentare nessuno hanno scontentato tutti, con particolare attenzione al Mezzogiorno dove si sta annidando il rischio più enorme per la disgregazione del paese a causa della massiccia presenza di criminalità e di giovani disoccupati.
Se il mondo del progresso ed il mondo del lavoro fossero uniti , a cominciare dai partiti storici e dai Sindacati, se si esercitasse una coerente ed efficace capacità di guida riformista della Sinistra in Italia , promuovendo una suggestiva azione di garanzia nei confronti di larghe fette dell’elettorato che non tollera i miasmi di una politica che fa del pregiudizio e della demonizzazione dell’avversario la cifra della propria iniziativa politica oggi probabilmente saremmo destinati a raccogliere il testimone politico della fine del ciclo del populismo all’italiana.
I Ritardi e le carenze significative e strutturali del Partito Democratico vieppiù insidiato dall’avanzata della disubbidienza e dell’allergia del suo elettorato alle indicazioni dei candidati alle Primarie e da una volontà rigeneratrice e di cambiamento generazionale a cui viene attribuita una capacità palingenetica e salvifica, unita alla divisione dei gruppi dirigenti ed alla indeterminatezza sul sistema delle alleanze che si intendono contrarre nel prossimo venturo sfiancano l’area del centrosinistra che non è ancora pronto all’appuntamento elettorale , impreparazione ampiamente dichiarata dalla volontà di dare vita ad un Governo parlamentare fra le forze anti-berlusconiane.
I Socialisti hanno il compito di mantenere fermo ( non immobile) il proprio baricentro, sviluppando una iniziativa di sostegno all’azione generale del riformismo italiano, riguadagnando il terreno dell’iniziativa a partire dalla presenza diffusa sul territorio italiano che portano il segno distintivo del socialismo riformista.
Fare la politica Socialista e preparare il nuovo Centro-sinistra immaginandolo e pretendendolo a guida ed orientamento riformista e progressista.
E’ un compito che dobbiamo poter assolvere sapendo che c’è ancora un pezzo di strada da percorrere , ma la crisi italiana ci dice che c’è bisogno di noi socialisti.
(23 novembre 2010)
mercoledì 24 novembre 2010
martedì 23 novembre 2010
ASP. Maggio 2009: la nostra posizione nella formulazione del programma di mandato
Questo è ciò che sostenevamo più di un anno fa. Non è una posizione dell'ultima ora. A testimonianza di ciò i nostri numerosi interventi pubblici e politici fin dal 2002
"I nostri anziani devono rimanere a Santarcangelo"
Lettera aperta alle famiglie di Santarcangelo
La nostra casa protetta è in pericolo, progetti e strategie nati altrove e sulla testa dei nostri concittadini, rischiano di privarci di una istituzione nata, con precise disposizioni statutarie, innanzitutto per gli anziani della città e del territorio circostante.
La nostra Casa ha un profondo radicamento nella città, vede la partecipazione di diverse associazione di volontariato, che prestano servizio in maniera attenta e gratuita nella consapevolezza di contribuire al funzionamento di un bene comune a tutti.
Costituisce un patrimonio di solidarietà e assistenza che viene da lontano, frutto di donazioni e opere filantropiche che risalgono alla fine del secolo scorso, non disperdiamolo!.
La legge regionale, con l’istituzione delle Aziende dei Servizi alla Persona prevede la formazione di una struttura gestionale unica in tutto il distretto di Rimini nord con una sola graduatoria, e una gestione finanziaria unica.
Questo significa accorpare la nostra Casa, ma anche quella di Verucchio, al Valloni di Rimini, istituzioni con bilanci sani ed efficienti ed un alto livello di servizi assistenziali sacrificate sull’altare dell’interesse riminese.
Un altro segnale preoccupante della deriva che potrebbe prendere la questione e la presenza nel nuovo c.d.a. di consiglieri tutti riminesi.
Cosa potrà succedere?
Siamo fortemente preoccupati: quale sarà il nostro futuro?
I nostri anziani corrono il rischio di finire a Rimini, in istituti lontani dai familiari, che in molti casi visitano quotidianamente i loro cari.
Lanciamo un appello a tutte le famiglie che, sostenendo i candidati socialisti al Consiglio Comunale, troveranno difensori intransigenti e unici di questa causa, essendo questa una battaglia che i socialisti di Santarcangelo, troppo spesso soli, combattono da anni.
Dateci forza e continueremo a farlo con proposte concrete e praticabili.
La soluzione prevista di una unica Azienda dei Servizi alla Persona non è l’unica possibile, in quanto la legge regionale prevede la possibilità di istituire aziende sub-distrettuali, che nel nostro caso potrebbe essere quella di vallata del Marecchia, interessando il territorio e le popolazioni dell’attuale Unione dei Comuni.
Non solo, a rafforzare la soluzione di vallata c’è anche il previsto passaggio dei sette comuni dell’alta valle che costituirebbe un ulteriore bacino di utenza.
Da ultimo, ma non per importanza, perchè non coinvolgere nella ipotesi sub-distrettuale anche il Comune di Bellaria, per dare anche maggiore peso politico alla proposta e visto che i bellariesi utilizzano già in larga misura i nostri servizi?
Noi socialisti vogliamo salvare il nostro Ricovero e riteniamo sia questa la strada giusta da percorrere con impegno e coraggio, cittadini di Santarcangelo sosteneteci con il voto, siete Voi la nostra unica forza!
I candidati del Partito Socialista al Comune di Santarcangelo (maggio 2009)
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